Girotondo intorno al Cav./4
Mai andato via
La scena politica è tale che nessun attore ha più alcuna sicurezza di sé, nessuna sicurezza nei rapporti con gli altri attori, nessuna sicurezza sullo scenario complessivo del paese. Ogni giorno la scena cambia, la situazione si presenta diversa, in un sostanziale impazzimento mascherato dalla continuità, in apparenza normale, del discorso politico e della chiacchiera politica. di Ernesto Galli della Loggia Leggi l'intervento di Pietrangelo Buttafuoco - Leggi l'intervento di Piero Ostellino - Leggi l'intervento di Francesco Giavazzi
9 AGO 20

Pubblichiamo il quarto di una serie di interventi apparsi sul Foglio di oggi sul ritorno politico di Berlusconi. Altri seguiranno sul sito nel corso della giornata.
La scena politica è tale che nessun attore ha più alcuna sicurezza di sé, nessuna sicurezza nei rapporti con gli altri attori, nessuna sicurezza sullo scenario complessivo del paese. Ogni giorno la scena cambia, la situazione si presenta diversa, in un sostanziale impazzimento mascherato dalla continuità, in apparenza normale, del discorso politico e della chiacchiera politica. Ma un paese sull’orlo dell’agosto italiano, in cui non sappiamo se faremo la fine della Spagna o no, non è un paese in cui la politica ha un decorso normale o prevedibile. Non riesco a immaginare ipotesi dotata di maggiore probabilità. La stessa discesa in campo di Berlusconi è tutt’altro che sicura. E, rispetto a quello che dovrebbe eventualmente fare, è fin troppo facile rispondere che dovrebbe fare quello che non ha fatto in vent’anni. Credo che lui, se torna in campo e ha successo, starà tra il 15 e il 20 per cento, altrimenti attorno al 10 per cento.
Ritengo più probabile la seconda ipotesi: non può parlare di scendere in campo, dal campo non si è mai mosso. La discesa in campo si fa una volta, nessuno può credere alla capacità innovativa di una scena berlusconiana. Perché o si porterà appresso gli stessi protagonisti di prima, del suo non governo, oppure saranno nuovi del tutto improvvisati e improbabili. I soliti orribili imprenditori, i soliti orribili avvocati, i soliti orribili signori che hanno lavorato per la Fininvest… Rischio di ripetermi ma devo dirlo: è il solito partito di plastica, e se mi ripeto è perché è Berlusconi a ripetersi, dimostrando un’incapacità assoluta di allevare una classe dirigente credibile. Non c’è stato nessun dibattito, ed è davvero incredibile, nemmeno per capire perché abbiano fatto la fine miserabile che hanno fatto nel novembre del 2011. Un partito con la maggioranza parlamentare, che sta al governo, assiste alle dimissioni del leader che dice “non ce la faccio”, e questo non crea nessuna discussione interna, nessuna riflessione sugli errori fatti? Oggi, il potere di coalizione di Berlusconi è zero, ma nessuno nel Pdl sembra porsi il problema, e tutti sembrano contenti per il ritorno del capo. Perché? Ma perché il loro problema è solo essere rieletti, e il ritorno di Berlusconi a questo deve servire, è l’unica cosa che possa assicurare l’abbonamento al posto in Parlamento.
di Ernesto Galli della Loggia
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